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lunedì 10 dicembre 2012

Aquaman - Così jellato che si taglia con un cornetto portafortuna



Ci sono personaggi fighissimi, che ostentano costumi rivoltanti. E poi Aquaman, ci sei tu.
Iniziamo dicendo che ti chiami Orin, e che siccome siamo in Italia e la fiera tradizione vuole che si italianizzino i nomi, sfoggi il fiero appellativo di Orino; proseguiamo col dire, che appena nato t’hanno buttato un’occhiata  rapida e mollato ai delfini perché portavi zella; aggiungiamo poi che il tuo primo amore era una tale Kako (Kako e Orino, che accoppiata formidabile!) e che appena ti sei avvicinato le sono capitate tutte le sventure possibili e immaginabili (che col sennò di poi, forse un po’ sfiga la portavi sul serio, e chissà i delfini che ti hanno allevato se stanno con la testa dentro un sacchetto di plastica).


Bastava questo no? Perché hai dovuto peggiorare la situazione indossando un orrendo costume da pesce daltonico?
Di supereroi sfigati ce ne sono tanti, diciamo pure tutti, che coi poteri vengono le responsabilità eccetera eccetera … ma non è detto che debba arrivare anche il cattivo gusto! Tu, tanto per aggravare la già amara situazione in cui versavi (tutti sanno che per anni hai creduto di essere un delfino deforme, e la cosa francamente si commenta da sola) hai scelto un vestitino degno del carnevale di Rio!
Analizziamo con calma:
Il pezzo sopra, il top diciamo, è una maglietta arancione; vivace, allegra, poco marina e poco seria ma ci potremmo passare sopra, che forse manco li vedi bene i colori negli abissi. Ma ha le scaglie. Le scaglie io non me le spiego. Sei un pesce? No. Volevi somigliare ad un pesce? E a quale di grazia? Un pesce arancione? Uhmmmm…il più famoso pesce arancione è il “pesce pagliaccio”, e quale supereroe non vorrebbe prendere come maestro di stile un animale che sfoggia come appellativo il termine “pagliaccio”? Hai capito bene, non “pesce credibilità” o “pesce giustizia” o “pesce-che-difende-i-deboli”! E ammettiamo per un secondo che la scelta della specie non sia discutibile, perché le scaglie??! Non hanno alcuna utilità, se non quella (presunta) di farti somigliare agli abitanti del mare, ma a che pro? Sinceramente non credo che per uniformarti all’ambiente marino tu sia solito cospargerti copiosamente di colonia al pesce marcio! Per quanto, non avendo i comics odore, tutto è possibile.
Volendo tralasciare le ragioni che ti hanno portato a compiere questo insano gesto estetico, porterei l’attenzione di tutti sulla reale consistenza del tessuto della tua maglia: le scaglie in natura non si cuciono, né si appiccicano, ne si incollano a caldo, quindi non resta che un possibile materiale per realizzare il tuo top: so’paillettes. Lucide, sfolgoranti, sfavillanti, paillettes arancioni, che fasciano i tuoi possenti addominali in una miriade di bagliori lucenti.


La mutandazza nera (la tara mentale di tutti voi supereroi, che ancora non avete capito che il posto della biancheria è SOTTO agli abiti) c’è da dire che ad una certa te la sei levata, e di questo ti siamo tutti grati, anche se il pezzo sotto della tua divisa ricorda in maniera inquietante i pantacollant Arena tanto in voga nell’88, usati al momento per lo più da ginnaste minorenni e ballerine di lap dance, entrambe categorie universalmente note per trasmettere sobrietà ed incutere timore.


Ma dov’è finita la virilità? Quel certo appeal che caratterizzava voi abitanti del mare ai tempi di Re Tritone? Barba, baffi, code di pesce serie, niente completi da Village People e capelli alla Toto Cotugno!
Ad onor del vero, un tentativo l’hai fatto (lo farai?) in quella direzione eh, e per un breve periodo t’abbiamo visto in veste “so’-nettuno-ve-meno-uno-per-uno” con un look misto tra un cavaliere templare e un pesce rosso (ancora co’ le squame? Basta co’ ste squame!) ma poco è durato, seppellito definitivamente da “un’abbronzatura atomica”.

-       Sei di stirpe reale, e anche se porti jella devi rivendicare questo tuo ruolo!
Abbigliamento sobrio, serio, autorevole, niente colori sgargianti; sott’acqua non ci vanno mica solo li pescetti sai? Ispirati ad abitanti del mare più degni di esser temuti, tipo gli squali, i delfini (che poi si sa che con i delfini hai pure certi trascorsi …) o perché no, sfrutta un po’ la tecnologia! Mute in neoprene, costumi su misura, che se l’è fatto fare Phelps per due medaglie e non te lo fai fare te che nel mare te la comandi!
Bah, terminerò questo post omaggiando qualcuno che, tapinello, ha provato a renderti onore copiando il tuo costume; sperando che nel gettare uno sguardo dall’esterno, ti renda conto della tragica situazione in cui versi. Che lo stile sia con te (o che almeno ti si avvicini un po’)!

VG

mercoledì 29 febbraio 2012

Spider-man, nuovo film, nuovo look. Chi di costume ferisce, di costume perisce.


Abbiamo abbondantemente sviscerato la questione riguardante Superman e il suo costume brutto e nuovo e mi sembra giusto spendere due parole anche per quello di Spider-man, presto sui nostri schermi.
Le immagini girano già da un po’ e il tempismo non è clamoroso, ma non potevo esimermi dal dedicargli un post per quanto ritardatario.
Un rapido sguardo e si delineano chiaramente le linee guida della collezione primavera/estate per superori su pellicola:
- Gommina in rilievo
- Sbraffi laterali del costume Speedo
- Sottolineatura pacco
Procediamo con ordine.

Come in tutti gli ultimi film a tema comics, quello che tutti pensavamo essere lycra o nylon (i più esperti sanno bene che in realtà trattasi spesso di tessuto a molecole instabili) è stato sostituito da pelle o gomma, a seconda della tipologia di eroe: pelle per duri a morire, gomma per agili e fragili. Quindi, in questo caso ci troviamo davanti nuovamente il gommatino pallinato da pavimento della Asl; anzi, per essere più precisi la parte rossa del costume è senza dubbio fatta con scampoli di palloni da basket mentre quella blu segue lo stile navy molto in voga sulle passerelle di tutto il mondo e ci presenta un trendy rigato senza una vera ragione di esistere. Gli occhiali di Loredana Bertè completano il tutto con uno specchiato da pista di Cervinia.
I guanti, dotati di lancia ragnatele meccanici, sono spettacolarmente simili ai guanti dei bambini, coi colori delle dita alternati, allegri salsicciotti di tinte casuali.
Scendendo ad altezza vita attira lo sguardo ancora una volta l’assenza della cintura rossa in favore di un paio di inutili sbraffi obliqui che sagomano il fianco dell’atletico giovine; una volta quando facevo nuoto, avevo anche io un costume così, fantastico per dare l’illusione ottica di un fianco agile e snello e camuffare i rotolini di troppo, Peter furbacchione!
Ma non soddisfatti di aver trasformato una sobria cinta in uno svolazzo femmineo, i costumisti hanno anche pensato argutamente di piazzare una bella striscia rossa rubata direttamente ai fuseaux Arena sul lato esterno delle gambe dell’uomo ragno, connotandolo subito chiaramente e senza possibilità di equivoco come “l’uomo carabiniere”.

In zona genitali rileviamo una macchia marroncina, della quale ci chiediamo la ragione. Forse lo stress ha fatto mestruare il giovane Parker? Forse serviva una finta ombra per indirizzare lo sguardo sul pacco, nel caso non fosse sufficiente la larga fascia rossa verticale che come un percorso per ciechi guida anche l’occhio più disattento verso le pudenda del giovanotto?
Ed ora arriviamo al pezzo forte, la parte migliore. Gli stivali.
Querelle sulla qualità degli stivali del ragno ce ne sono e ce ne saranno: ma come fanno ad essere adesivi, di cosa sono fatti, so’ calzini, so’ pianelle, so' antiscivolo ecc ecc.
Qui, si è dato un taglio alle polemiche appioppando al giovane eroe un must delle nuove generazione: un bel paio di Nike. Sì, sì avete capito bene, quelle con la gomma sagomata sotto, che sembra sempre di avere ai piedi due motoscafi, tutte metallizzate e aerodinamiche; ovviamente però è stato prodotto apposta per lui il modello custom imbastardito con un agile paio di stivaletti da pugile per mantenere il ‘colpo d’occhio’ violentato selvaggiamente nel resto del costume.
Che poi, io avrei anche una domanda: leggenda vuole che il giovane Parker il costume se lo sia cucito da solo. Ora io vorrei sapere, in quale modo sia stato capace di fondere nel caucciù la specie di muta che indossa; altrimenti, dovrei pensare che  nasconda in cantina un team di minori sfruttati per le loro manine piccole ed agili (il che a dire il vero, spiegherebbe il mood 'pallone da basket).
Detto questo, vi lascio con un immagine simpatica … particolare … a tratti inquietante; ma costume a parte, cosa succede in questo film??
VG

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mercoledì 15 febbraio 2012

Superman nuova versione: chi lascia la mutanda vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non sa quello che trova.


Salve fumettari fashion victim, sono passate un paio di ere dall’ultimo post ma ora che i ghiacci si stanno sciogliendo, Fashionclass si riaffaccia ai vostri monitor per discutere un’annosa questione per troppo tempo rimandata e portata alla luce da eventi recenti.
Come tutti saprete (brutti nerdacchioni) sono uscite le nuove foto del film di Superman, prossimamente nelle sale, ed udite udite ci sono grosse grasse novità.
Il nuovo volto del nostro superforzuto amico sarà Henry Cavill, bel faccino (e bel tutto il resto) già visto qui e lì; di lui rimane poco o niente a giudicare dalle foto, sta sparendo inghiottito dai suoi stessi muscoli gonfiati a dismisura da quelli che dovrebbero essere interminabili minuti in palestra ma che temiamo essere ettolitri di bombatori sintetici.


La vera novità però non è questa. E’ un'altra. Rullo di tamburi prego.
Il costume del nostro Superman, non comprende più la mitica e leggendaria mutanda rossa. Ebbene sì.
Bisogna ammettere che portare i mutandoni a vita alta sopra i leggins (perché quelli so’ leggins, statece) non è mai stato un tocco di stile sopraffino, ma vederlo così blu e lucido come un’anguilla fa uno strano effetto; con questo look liscio/squamato sembra aver usato la muta stagionale di Mystica per farsi l’abitino nuovo.


Partiamo col dire che le mutande rosse avevano il loro significato storico, ricordando la tenuta dei superforzuti circensi dei bei tempi andati, additati come massimo esempio di eroismo e sovrumanità; certo col tempo sono diventate un po’ demodé, ma continuano ad essere un must sui costumi di molti beniamini mascherati che le sfoggiano con fierezza e agilità, oltre ad essere un capino “must-have” per attirare la fortuna al cenone di capodanno.
In qualche caso, qualche costumista o fumettista si è intenerito e le ha sostituite con ghirigori, cinture, sbraffi di colore che riportassero alla mente lo stesso concetto senza dover per forza mandare in giro questi omaccioni con indosso biancheria rubata a Bridget Jones; tra gli intrepidi innovatori annoveriamo anche Jim Lee, occupatosi proprio di recente del nostro kryptoniano amico, che nel reboot per la Dc comics uscito ad Agosto gli ha appioppato una cinturina strategica che mantenesse il colpo d'occhio.


Di fatto, l’impressione è che i costumisti si potessero applicare un pelino di più per trovare un compromesso ragionevole tra la tutina da ginnastica artistica di puro nylon sfoggiata orgogliosamente da Christopher Reeve e questa specie di gommina sagomata che fa molto pavimento della palestra in linoleum con guanto per lavare i piatti in versione nude look. Il sospetto è che sia stato chiesto aiuto agli autori dei mirabolanti costumi da rolefuck di “Batman Forever”, per quanto la mancanza di capezzoli a rilievo faccia supporre il contrario. 


Insomma, in questa versione  cinematografica smutandata si percepisce la mancanza di qualcosa e questo Superman fa l’effetto di un culturista bluastro pieno di steroidi che se la svolazza qui e lì, nudo, crudo e con il pacco decisamente troppo in vista. Sarà una tattica per catalizzare gli sguardi e distrarre gli astanti dalla eccessiva somiglianza con il giovane Clark Kent? Avrà forse finalmente capito, che non è il ciuffo a fare la differenza? Folgorato sulla via di Damasco ha deciso di adeguarsi finalmente agli usi terrestri e provare l’azzardo di indossare la biancheria sotto i vestiti?
Ai posteri l’ardua sentenza, e soprattutto alla sala cinematografica la possibilità di dimostrare se questo nuovo costume sia veramente funzionale o no. 

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VG

domenica 18 dicembre 2011

In their shoes - scalzi alla meta

Dopo una pausa considerevole e indesiderata eccoci di nuovo qui a parlare delle tragiche scelte in fatto di abbigliamento dei vigilantes mascherati.
La questione che vorrei sottoporre oggi alla vostra attenzione è la seguente: le scarpe. Voi direte: “non è una questione”. E invece no, vi sbagliate, perché diventa tale non appena l’argomento ‘calzature’ viene accostato ai nostri estrosi beniamini.
Non so se qualcuno di voi si sia mai soffermato un attimo a riflettere su cosa portano ai piedi quelli che in teoria dovrebbero salvarci da orribili minacce; ve lo dico io: per lo più vestono fieri delle sottospecie di stivali enormemente più simili a calzini suolati.


La mia domanda, come spesso succede è ‘perché’?
Proviamo ad analizzare le possibilità.
SONO UTILI PER MUOVERSI AGILMENTE.
No, ovviamente. Accettando l’ipotesi che siano di cuoio con una specie di suola (a volte c’è un po’ di tacco che lo testimonia) possiamo serenamente dire che sono la cosa meno adatta per correre, arrampicarsi, zompettare e picchiare. La suola non garantisce assolutamente nessun tipo di aderenza su nessun tipo di terreno, conducendo il più delle volte a pirotecnici scivoloni con anesse e connesse simpatiche culate. Per non parlare della situazione in caso di pioggia! Avete studiato tutti a scuola guida il fenomeno dell’aquaplaning? Allora saprete sicuramente di cosa parlo.
E dai tempi dei 3 moschettieri che lo stivale di pelle non va più come passepartout (e ovviamente come ‘scarpa d’azione’) fatta eccezione per i protagonisti di fantasy, che tanto nel fantasy si sa tutto può succedere, le suole in pelle possono avere buona aderenza e "i passerotti possono scureggiare fuoco" (cit.).
Se invece sono veramente calzini con la suola vi faccio i miei complimenti vivissimi per la scelta, e vi consiglio di andare a discutere di stile con Lucy a Twin Peaks, di sicuro apprezzerete i suoi fantastici maglioni. Non mi soffermerò neanche ad analizzare la scomodità che porta con sé il fatto di correre semiscalzi nell’acqua, nel fango, sull’asfalto di una città depravata, incappando in continuazione in oggetti contundenti e ritrovandosi (alla meglio) con due straccetti appiccicosi ai piedi.


Se veramente il vostro primo pensiero fosse quello di essere comodi e agili optereste per delle scarpe più tecniche, scarpe da trekking, da ginnastica o anfibi, adatti a muoversi senza rischiare di sperimentare in aria le figure del pattinaggio artistico.


L’altra opzione potrebbe essere,
SONO BELLI.
No, non lo sono. E se pensate che lo siano sbagliate. E basta. Non c’è altro da dire. Se volete indossare scarpe belle allora sfanculate la comodità e scegliete delle scarpe vere (soprattutto voi, squaqquere mascherate).


L’ultima cosa che mi viene in mente è
SONO COMODI.
E questo potrebbe anche essere vero. Ma non giustificherebbe comunque la scelta! Anche le crocs, anche le scarpe delle suore, anche i sandali birkenstock sono comodi! Non siete mica delle massaie che devono andare a fare la spesa, siete eroi! Avete un immagine da salvaguardare (o da migliorare piuttosto). 


La gente spende i soldi per comprarsi i vostri gadget, volete davvero essere ricordati come dei palestrati in pantofole solo in nome della comodità??!Volete davvero che i bambini sotto l'albero a natale trovino un'action figure con le scarpe correttive? 
Che poi, tutta questa comodità supposta, mi lascia molto perplessa. 
Se stiamo parlando degli stivali tipo Jack Sparrow, vi dico per esperienza che prima di poterli chiamare 'comodi' bisogna attraversare una teoria di vesciche e piaghe, nonchè infiammazioni tendinee degne di nota in caso di corsa improvvisa. Se invece stiamo sostenendo il confort del calzino foderato di gomma beh, potrei appoggiarvi solo se compieste le vostre avventure in una casa col parquet appena messo; in tutto il resto dell'universo creato i suddetti pedalini sono solo garanzia di lesioni e lividi, per non parlare del fatto che per correre velocemente su qualsiasi superficie bitorzoluta dovreste avere le doti di un fachiro. 
Rimane quindi la domanda in apertura del post, sbarbatelli in costume, PERCHE'??
Addio deludenti scolari, e che lo stile sia con voi!

VG

venerdì 11 novembre 2011

Elektra – Il sottile confine tra esotico e osceno


Eccoci cara Elektra, è arrivato il tuo turno di passare le forche caudine dello stile e dire che sei impreparata all’evento è usare un grande eufemismo.
Mi si dice che l’unica giustificazione che porti a favore del tuo inadeguato abbigliamento sia “sono una ninja, faccio parte della ‘Mano nera’”; ma in verità ti dico che ti sbagli, al massimo conciata così puoi essere una zingara e di nero farci vedere solo la luna. 
Eh si perché tu, novella Cloris Brosca, stai tentando di farci passare per ‘abbigliamento da ninja’ una succinta accozzaglia di straccetti svolazzanti che ti lasciano per metà del tempo con la bernarda all’aria fresca e sinceramente non mi risulta che nessun‘altro dei tuoi supposti compagni corresse sull’acqua o uccidesse qualcuno con i gioielli di famiglia in bella vista. Senza contare che oltre alla dubbia utilità in combattimento (forse come diversivo) le tue scelte in fatto di look sono ampiamente discutibili; sai chi è l’ultima persona che ha fatto parlare di sé per una bandana proprio come la tua? Uno che si è fatto trapiantare in testa i peli del deretano e necessitava di nascondere l’obbrobrio. Vuoi davvero che si pensi questo? Non credo proprio bella mia, perché puoi fare la santarellina-creudele-assetata-di-vendetta quanto ti pare, ma gli accostamenti che hai scelto urlano “Hey sono una ragazza gnocca e disponibile che farà finta di tirare qualche calcio per spararsi due pose” e non “ sono crudele e vi odio tutti così tanto che non mi interessa la vostra opinione sul mio aspetto che deve risultarvi solo temibile”. 
Dai anche il cattivo esempio, che poi le bambine si comprano i tuoi giocattoli e crescono male. 

Quindi, facciamo le serie, tu te la passeggi un po’ sui viali e in questo non c’è nulla di originale rispetto alle tue colleghe super eroine, però hai un gusto che fa pietà ed ora mi darai ascolto.
C’è bisogno di onestà, se si vuole zoccoleggiare che lo si sappia fare! Ti propongo un look sexy (molto sexy, quel tipo di sexy che è vietato ai minori) e che comunque apparirà un po’ più grintoso della parannanza nella quale ti aggiri.


Via quella bandana da Pantani e sistemiamo i capelli con dei lacci più ordinati, poi leviamo lo zinalone rosso e lo sostituiamo con una maglietta monospalla coordinata a pantaloncini di pelle con laccetti, che un po’ di aria alla gnugna la facciamo prendere comunque; via i calzini suolati (a quanto pare un must) e benvenuti agli stivali da spogliarellista di vernice. Per i guanti, mi sono permessa di levarti i laccetti dagli avambracci e sostituirli con dei guanti lunghi di pelle, ma se proprio ci tieni a mantenere l’unico elemento del tuo abbigliamento che rimandi vagamente all’oriente te li puoi pure tenere, a patto di portarli legati stretti e non svolazzanti in modo da non sembrare una giostra delle fiere di campagna.
Vale la pena ricordare, che qualcuno ha già provato a  rifarti il look quando sei andata sul grande schermo col risultato di ficcarti addosso i vestiti di Xena lavati per errore con un calzino rosso nel cestello. 


Il look ninja l’hanno bellamente ignorato a dimostrazione del fatto che il match look da zoccola vs look da qualsiasi altra cosa ha esito certo e scontato.  
Quindi, diamo una versione del look sexy ma pantalonato che non sembri un plagio della principessa guerriera.  


Manteniamo la maglietta monospalla che ricorda la schifezza che usi indossare ora, ma la abbiniamo ad un pantalone rosso di pelle aderente; per i guanti vale quello che ho detto a proposito del look precedente e per i capelli idem: niente bandana da pappone e mettiamo un nastro che sia sistemato in maniera decorosa. Come calzature, visto che in questo caso abbiamo il pantalone lungo proporrei dei tronchetti, chiusi o open toe, per me fa lo stesso.
Se poi attacchi la lagna che “no ma io sono una ninja troppo castigata che ti credi mica volevo far vedere le brocche” allora bella mia facciamo le serie e ti ficchi dentro una tuta da ninja monacale, senza prese d’aria anomale e bocce roteanti, ti metti le scarpette palmate senza tacchi ne fronzoli e vai la fuori a fare la combattente davvero invece che fare virtuali spaccate sulle pannocchie ogni volta che devi dare un calcetto.


Bene, abbiamo finito la lezione di oggi, carina vai e vedi di tenere a mente i consigli che ti sono stati dati. Che lo stile sia con te, qualsiasi esso sia.

VG

mercoledì 26 ottobre 2011

Il mantello - Indumento senza un perchè

Buongiorno modaioli appassionati di supereroi!
Eccoci ad un nuovo appuntamento della rubrica “chi-te-lo-fa-fare?”
Una rubrica con questo nome non esiste, ma fa lo stesso.
L’argomento di oggi è ‘ Il mantello’.  Adorati paladini mascherati, vedo che tra voi vige inarrestabile la tendenza ad ammantarvi: Batman, Superman, Robin, Magneto… senza distinzione di sesso e casa editrice sentite il bisogno impellente di appiccicarvi alle spalle uno straccetto svolazzante.
Sfiorando al volo la questione estetica (avete sempre molto gusto nella scelta dei colori , complimenti) vi porterei a riflettere sulla scarsa praticità di questo indumento.
Prima di tutto, la storia è maestra di vita e se da secoli il mantello è stato frullato nella monnezza evidentemente un motivo c’è. A maggior ragione se si svolge un’attività movimentata come la vostra:  qui di seguito vi mostrerò qualche situazione in cui potreste incappare.

-         ACCECAMENTO –
Nel bel mezzo della lotta furibonda il nemico compie un semplice gesto: alza il vostro mantello come fose la gonna di una compagna di classe delle elmentari e il buio cala su di voi. Molta ridicolaggine ma basso rischio di decesso.


-         IMPIGLIO –
Caso 1: Fletti i muscoli, sei nel vuoto…appeso. Bella figura.

Caso 2: Il tuo drappo personale, nel mezzo dell’azione drammatica si impiglia in qualcosa in movimento. Alto rischio di morte violenta.


-         INCENDIO –
Compiendo il tuo dovere di eroe ti lanci impavido tra le fiamme tra gli applausi generali; ne esci fiero, come una sposa felice in un filmato amatoriale, vale a dire tendenzialmente in fiamme.


-         PIOGGIA  -
Stai combattendo come se non ci fosse un domani e all’improvviso comincia a piovere; di colpo ti ritrovi una pezza fracica aderente come una seconda pelle e pesante come ghisa. Complimenti per la silhouette.

Naturalmente ha anche dei vantaggi.
-         Vi permette di sparavi le pose da vanesi quali siete.


-         Vi nasconde agilmente.


Non so, non voglio condizionare il vostro giudizio e minare le vostre certezze, ma vi spingerei quantomeno a pensarci su.
Ho poi una domanda in particolare, diretta espressamente ad uno di voi; Superman, considerata già la sconcertante coincidenza per la quale un paio di occhiali ti rende irriconoscibile nei panni del tenero Clark Kent, ti sembra il caso di mettere ulteriormente alla prova i tuoi conoscenti portando un mantello stropicciato appallottolato sotto la giacca? O lo porti rincalzato nei pantaloni? Eh si, perché tu ti cambi al volo nelle cabine quindi sto straccetto da qualche parte devi pur avercelo!


Detto tutto questo, diciamo tutti insieme no al mantello! Inutile, brutto, difficile da disegnare (diciamolo che queste pezze svolazzanti tendono un po' a somigliare a girigori di alluminio invece che a morbidi drappi) e pericoloso. 
A supporto della mia tesi, porto anche una voce autorevole, la mia mentore e ispiratrice, la stilista delle divinità... Edna.
Andate al minuto 0:30 e pensate figliuoli, se davvero è questa la fine che volete fare!

VG

giovedì 13 ottobre 2011

Il costume dell'uomo ragno - un mistero insoluto


Salve a tutti!
Su ispirazione e consiglio di VS, oggi sono qui per portare alla vostra attenzione un argomento di vitale importanza, qualcosa che ad ognuno di noi ha sottratto qualche ora di sonno e fatto spuntare qualche ruga. Come è fatto il costume dell’uomo ragno? Non da cosa è fatto (questa sarebbe un’altra bella questione, e io alla faccia dei costumisti hollywoodiani amanti del gommosino squamato ho l’impressione che sia di jersey o elastan); intendo da quali pezzi possa essere composto.
Non lanciatevi in soluzioni affrettate, che la questione si dimostra spinosa e delicata.
Assecondiamo la nostra prima idea, quella che si materializza spontaneamente nella testa di tutti: passamontagna, maglietta, pantaloni, stivali e guanti.



Facile. Troppo facile. L’argomento non si esaurisce con cotanta leggadria, perché il nostro radioattivo amico non se ne va a caccia di criminali svolazzando seraficamente o passeggiando flemmatico; lui se ne schizza da palazzo a palazzo contorcendosi e rimbalzando come un indemoniato.Assume le pose più astruse e improbabili, teoricamente ragnesche e in realtà pericolosamente somiglianti ad una Comaneci che abbia esagerato col doping. Tenendo presente tutto questo, la classica divisione in indumenti del costume si dimostra poco funzionale: reni scoperti, cappuccio svolazzante, pantaloni a mezzo polpaccio.


E quindi questa prima ipotesi dobbiamo accantonarla. Proviamo con la seconda. Potremmo essere più fortunati. Potrebbe trattarsi di un pezzo unico.


Il che vorrebbe dire che il nostro uomo ragno durante le sue ronde notturne non avverte mai il bisogno di fare pipì; magari ha ereditato anche questo dall’insetto che gli ha donato i polpastrelli pelosi. Oppure potremmo sorprenderlo in un vicolo col costume a mezza coscia che spisciazza imbarazzato dietro un cassonetto. O potrebbe essere in possesso di un pratico, utile, confortevole catetere. Ma sospetto che nessuna di queste opzioni sia veramente accettabile a meno che qualcuno non desideri come idolo personale un giovanotto pannolonato.
E comunque, lo abbiamo visto più volte sfilarsi gli stivali e i guanti, e rimarrebbe la questione dei polpacci en plein air.
Resta quindi un'unica soluzione, per quanto difficile sia da accettare. Il ragno –costume si compone di: cappuccio, body, guanti, pantajazz e stivali.


Ebbene sì. Comode fascette di tessuto intorno a pollici e talloni per evitare fastidiose prese d’aria. E’ un duro colpo, ma l’abbigliamento del vostro beniamino ricorda pericolosamente quello delle istruttrici di aerobica in videocassetta dell’83.
In ultimo, rimane la questione del cappuccio. Ho pensato due possibili opzioni: passamontagna fermato da semi invisibili bottoni automatici o cappuccio infilabile sotto la maglia stile finto lupetto di Howard Wolowitz (se non sapete chi sia costui, correte a vedere The big bang theory).
Ai posteri l’ardua sentenza.

VG








sabato 8 ottobre 2011

Wolverine - 'Da via salaria ai boschi del canada'


Guardate attentamente i capi di vestiario nell’immagine qui sopra e ditemi SINCERAMENTE cosa pensereste vedendovi comparire davanti un ometto tozzo, tarchiato e ipertricotico inguainato negli sfavillanti leggings gialli che vi ammiccano qualche riga più su.
Logan non ci siamo, il tuo costume originale ci porta alla mente un passato di travestitismo selvaggio; mi chiedo tu, il più virile dei supereroi (ma anche il più irsuto) come facessi a mimetizzare la tua peluria sotto il giallo canarino; usavi dei collant coprenti 50 den? Non credo davvero sarebbero stati sufficienti a mascherare i ciuffi di biada di cui sei ricoperto … optavi per un leggins? Consapevole spero di somigliare pericolosamente ad una versione di ‘Jane Fonda’s workout’ post catastrofe nucleare. E dello stivale vogliamo parlare? Novello Pretty Woman te ne sgambettavi felice per il Canada con sexy stivali mezzo polpaccio blu cobalto. Non sprecherò neanche righe per proferire inutili parole sulla terribile cintura rossa di  vernice rubata ad Olivia Newton Jhon.
Un tupperware di testosterone come te ha bisogno di ben altro!
Prestami pupilla zotico, che ci penso io.


Il fatto di possedere un fattore rigenerante non è un buon motivo per affrontare combattimenti e battaglie protetto solo da nylon e viscosa. Ho pensato ad un abbigliamento tecnico, in cuoio rinforzato che ti permetta di dare tregua al fattore rigenerante e sprecare le tue energie in qualcosa di meno utile e sicuramente meno edificante. Teniamo conto anche di questa tua ehm… ‘peculiarità’; ammesso che proporti uno smalto lucidante per gli artigli potrebbe voler dire oltrepassare lievemente il limite, ti suggerisco almeno di indossare dei guanti idonei, che non debbano essere cambiati ogni volta perché ridotti a brandelli e un pelo meno eleganti del modello Audrey Hepburn – Colazione da Tiffany che hai sventolato qua e la per anni.
Ed ora, dopo aver allontanato la tua immagine mascherata da quella di Jennifer Beals  (slip sui leggings!! Slip sui leggings!!!) passiamo al tuo look ‘in borghese’.


Questa canottazza me la sciogli nell’acido, grazie, che siete rimasti tu e Bruce Willis a considerarla sexy e virile. Sui jeans beh, che dire, sono la cosa meno grave nella quale potessi insaccare quei San Daniele che chiami polpacci. Magari lavali una volta o due, nel caso volessi evitare di fargli assumere autonoma vita e personalità. Senti a me, siamo fortunati tesoro, quest’anno il look boscaiolo – pecoraro va un casino! L’hai visto quel tocco di figo che al cinema si spacciava per te? Niente a che vedere, ma quanto a stile è una guerra vinta a tavolino! Fòderati di camicie di flanella quadrettate, infilati dentro pelosi gilet e cuoiose giacche, metti in mostra il pastore sardo che è in te!
Vogliamo dire qualcosa sulle scarpe? Abbasta con gli stivali texani! Sei texano? Non mi risulta e allora sfoggia con fierezza scarponi adatti al freddo e alla neve, sfilati quelle terribili pinne cuoiate che in corsa ti trasformano in un grosso pinguino ipertricotico.
Ciò che è fatto è fatto, ciò che è detto è detto, che lo stile sia con te!
VG