venerdì 20 aprile 2012

E se Game of Thrones fosse girato in Italia?

E' quello che ci siamo chiesti io, Valerio ed Alessia mentre visionavamo la terza puntata della seconda stagione.
E prontamente, abbiamo provato a dare una risposta. Buona visione!
http://fc05.deviantart.net/fs70/f/2012/110/8/3/83f826c987a4c4250fe81c19bfd4f315-d4wykxf.jpg

P.S Spero di postare un pelino più frequentemente, ma la preparazione della tesi mi sta portando via la voglia di vivere!

mercoledì 29 febbraio 2012

Spider-man, nuovo film, nuovo look. Chi di costume ferisce, di costume perisce.


Abbiamo abbondantemente sviscerato la questione riguardante Superman e il suo costume brutto e nuovo e mi sembra giusto spendere due parole anche per quello di Spider-man, presto sui nostri schermi.
Le immagini girano già da un po’ e il tempismo non è clamoroso, ma non potevo esimermi dal dedicargli un post per quanto ritardatario.
Un rapido sguardo e si delineano chiaramente le linee guida della collezione primavera/estate per superori su pellicola:
- Gommina in rilievo
- Sbraffi laterali del costume Speedo
- Sottolineatura pacco
Procediamo con ordine.

Come in tutti gli ultimi film a tema comics, quello che tutti pensavamo essere lycra o nylon (i più esperti sanno bene che in realtà trattasi spesso di tessuto a molecole instabili) è stato sostituito da pelle o gomma, a seconda della tipologia di eroe: pelle per duri a morire, gomma per agili e fragili. Quindi, in questo caso ci troviamo davanti nuovamente il gommatino pallinato da pavimento della Asl; anzi, per essere più precisi la parte rossa del costume è senza dubbio fatta con scampoli di palloni da basket mentre quella blu segue lo stile navy molto in voga sulle passerelle di tutto il mondo e ci presenta un trendy rigato senza una vera ragione di esistere. Gli occhiali di Loredana Bertè completano il tutto con uno specchiato da pista di Cervinia.
I guanti, dotati di lancia ragnatele meccanici, sono spettacolarmente simili ai guanti dei bambini, coi colori delle dita alternati, allegri salsicciotti di tinte casuali.
Scendendo ad altezza vita attira lo sguardo ancora una volta l’assenza della cintura rossa in favore di un paio di inutili sbraffi obliqui che sagomano il fianco dell’atletico giovine; una volta quando facevo nuoto, avevo anche io un costume così, fantastico per dare l’illusione ottica di un fianco agile e snello e camuffare i rotolini di troppo, Peter furbacchione!
Ma non soddisfatti di aver trasformato una sobria cinta in uno svolazzo femmineo, i costumisti hanno anche pensato argutamente di piazzare una bella striscia rossa rubata direttamente ai fuseaux Arena sul lato esterno delle gambe dell’uomo ragno, connotandolo subito chiaramente e senza possibilità di equivoco come “l’uomo carabiniere”.

In zona genitali rileviamo una macchia marroncina, della quale ci chiediamo la ragione. Forse lo stress ha fatto mestruare il giovane Parker? Forse serviva una finta ombra per indirizzare lo sguardo sul pacco, nel caso non fosse sufficiente la larga fascia rossa verticale che come un percorso per ciechi guida anche l’occhio più disattento verso le pudenda del giovanotto?
Ed ora arriviamo al pezzo forte, la parte migliore. Gli stivali.
Querelle sulla qualità degli stivali del ragno ce ne sono e ce ne saranno: ma come fanno ad essere adesivi, di cosa sono fatti, so’ calzini, so’ pianelle, so' antiscivolo ecc ecc.
Qui, si è dato un taglio alle polemiche appioppando al giovane eroe un must delle nuove generazione: un bel paio di Nike. Sì, sì avete capito bene, quelle con la gomma sagomata sotto, che sembra sempre di avere ai piedi due motoscafi, tutte metallizzate e aerodinamiche; ovviamente però è stato prodotto apposta per lui il modello custom imbastardito con un agile paio di stivaletti da pugile per mantenere il ‘colpo d’occhio’ violentato selvaggiamente nel resto del costume.
Che poi, io avrei anche una domanda: leggenda vuole che il giovane Parker il costume se lo sia cucito da solo. Ora io vorrei sapere, in quale modo sia stato capace di fondere nel caucciù la specie di muta che indossa; altrimenti, dovrei pensare che  nasconda in cantina un team di minori sfruttati per le loro manine piccole ed agili (il che a dire il vero, spiegherebbe il mood 'pallone da basket).
Detto questo, vi lascio con un immagine simpatica … particolare … a tratti inquietante; ma costume a parte, cosa succede in questo film??
VG

Ricordate tutti che per essere sempre aggiornati sulle novità di Fashionclass potete diventare fan QUI SU FACEBOOK

mercoledì 15 febbraio 2012

Superman nuova versione: chi lascia la mutanda vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non sa quello che trova.


Salve fumettari fashion victim, sono passate un paio di ere dall’ultimo post ma ora che i ghiacci si stanno sciogliendo, Fashionclass si riaffaccia ai vostri monitor per discutere un’annosa questione per troppo tempo rimandata e portata alla luce da eventi recenti.
Come tutti saprete (brutti nerdacchioni) sono uscite le nuove foto del film di Superman, prossimamente nelle sale, ed udite udite ci sono grosse grasse novità.
Il nuovo volto del nostro superforzuto amico sarà Henry Cavill, bel faccino (e bel tutto il resto) già visto qui e lì; di lui rimane poco o niente a giudicare dalle foto, sta sparendo inghiottito dai suoi stessi muscoli gonfiati a dismisura da quelli che dovrebbero essere interminabili minuti in palestra ma che temiamo essere ettolitri di bombatori sintetici.


La vera novità però non è questa. E’ un'altra. Rullo di tamburi prego.
Il costume del nostro Superman, non comprende più la mitica e leggendaria mutanda rossa. Ebbene sì.
Bisogna ammettere che portare i mutandoni a vita alta sopra i leggins (perché quelli so’ leggins, statece) non è mai stato un tocco di stile sopraffino, ma vederlo così blu e lucido come un’anguilla fa uno strano effetto; con questo look liscio/squamato sembra aver usato la muta stagionale di Mystica per farsi l’abitino nuovo.


Partiamo col dire che le mutande rosse avevano il loro significato storico, ricordando la tenuta dei superforzuti circensi dei bei tempi andati, additati come massimo esempio di eroismo e sovrumanità; certo col tempo sono diventate un po’ demodé, ma continuano ad essere un must sui costumi di molti beniamini mascherati che le sfoggiano con fierezza e agilità, oltre ad essere un capino “must-have” per attirare la fortuna al cenone di capodanno.
In qualche caso, qualche costumista o fumettista si è intenerito e le ha sostituite con ghirigori, cinture, sbraffi di colore che riportassero alla mente lo stesso concetto senza dover per forza mandare in giro questi omaccioni con indosso biancheria rubata a Bridget Jones; tra gli intrepidi innovatori annoveriamo anche Jim Lee, occupatosi proprio di recente del nostro kryptoniano amico, che nel reboot per la Dc comics uscito ad Agosto gli ha appioppato una cinturina strategica che mantenesse il colpo d'occhio.


Di fatto, l’impressione è che i costumisti si potessero applicare un pelino di più per trovare un compromesso ragionevole tra la tutina da ginnastica artistica di puro nylon sfoggiata orgogliosamente da Christopher Reeve e questa specie di gommina sagomata che fa molto pavimento della palestra in linoleum con guanto per lavare i piatti in versione nude look. Il sospetto è che sia stato chiesto aiuto agli autori dei mirabolanti costumi da rolefuck di “Batman Forever”, per quanto la mancanza di capezzoli a rilievo faccia supporre il contrario. 


Insomma, in questa versione  cinematografica smutandata si percepisce la mancanza di qualcosa e questo Superman fa l’effetto di un culturista bluastro pieno di steroidi che se la svolazza qui e lì, nudo, crudo e con il pacco decisamente troppo in vista. Sarà una tattica per catalizzare gli sguardi e distrarre gli astanti dalla eccessiva somiglianza con il giovane Clark Kent? Avrà forse finalmente capito, che non è il ciuffo a fare la differenza? Folgorato sulla via di Damasco ha deciso di adeguarsi finalmente agli usi terrestri e provare l’azzardo di indossare la biancheria sotto i vestiti?
Ai posteri l’ardua sentenza, e soprattutto alla sala cinematografica la possibilità di dimostrare se questo nuovo costume sia veramente funzionale o no. 

Un ultima cosa: per permettervi di essere sempre aggiornati sui nuovi post di fashionclass è stata aperta la nuoverrima Fan Page di Facebook . Diventando fan potrete non solo godere degli aggiornamenti del blog, ma anche dei piccoli upload quotidiani e degli album fotografici a tema 'Moda e supereroi'. Affrettatevi gente!


VG

sabato 14 gennaio 2012

La regola del capello - Dimmi che capelli porti e ti dirò chi sei (e che rapporto hai con la tua vagina)

Torno ad ammorbarvi dopo lungo tempo per sottoporvi una teoria profondamente pensata e ponderata da me e da VS, il fido collaboratore.
Applicabile alla maggioranza dei personaggi femminili di film e fumetti, sono sicura che dopo averla sentita non potrete più non farci caso: si può intuire il carattere, l’indole e soprattutto la predisposizione a donare al prossimo la bernarda solo da taglio, colore e tipo di capelli che una donna sfoggia.
Notate bene, nella realtà no eh! Non voglio reclami da donne offese o da uomini che hanno beccato una padellata rovente in faccia per aver allungato le mani su una procace femmina ‘sicuramente disponibile’; qui si parla di film e personaggi di fantasia. Abbiamo selezionato 6 categorie principali, di solito sufficienti a classificare l’universo femminile cinematografico; non indugerò oltre e procederò con l’esposizione.

1)Chioma mossa, sciolta, lunga.


La da. La da via come se non fosse sua.
Tendenzialmente appartenenti ad una ragazza avvenente questo tipo di capelli sono garanzia di un carattere aperto, sensuale e con una certa predisposizione a starci con chiunque. Rovinatrici di matrimoni, belle del liceo, ragazze inarrivabili che poi fatalmente si metteranno con il nerd di turno sfoggiano lunghe chiome boccolose e sensuali. Se riceveranno una sconfitta passeranno al punto 3, se decideranno di cambiare vita scivoleranno al punto 4.

2)Capelli raccolti o legati.


Di legno. Di marmo anzi. La donna col capello raccolto è quella che non avrete mai; disprezza il genere maschile e solitamente è astiosa e acida come uno yogurt vecchio di un anno. Vive di battutine crudeli e solitamente occupa un posto leggermente dominante rispetto all’uomo che ambirebbe al suo amore. Solitamente, la freddezza del soggetto è direttamente proporzionale alla strettezza della crocchia o della coda che sfoggia (e anche delle sue coscie).
Attenzione però, il modello suddetto è soggetto a variabili a seconda del background del personaggio:
-         Donna crudele per natura, volgarmente ‘na stronza, è nata col capello legato e tale resterà, salvo ricevere una batosta così forte da farle sciogliere le chiome e il mascara per il troppo pianto.
-         Donna timida, inibita per qualche ragione, ferita da un uomo o dalla vita, spaventata dal lasciarsi andare nuovamente ed offrire il fianco ed il cuore a nuove lacerazioni. Se troverà il giusto corteggiatore, prima della fine della pellicola attenderà ad un appuntamento galante sfoggiando una lunga chioma fluente, tendenzialmente mossa e la sua serata oscillerà verso un finale rovente. O, alternativamente, si sciogliera i capelli sfilando una penna o l’elastico con gesto plastico prima di fare qualcosa di folle; comunque il gesto siglerà il cambiamento di status e la porterà al punto 1 o al punto 3.

3)Lisci, medio lunghi o lunghi, sciolti.


Questo tipo di donna è la donna virginale, innocente, pura, chiara come l’acqua di sorgente, e fresca come il vento primaverile. Presente in due diverse versioni:
-         Bella e pura vive sulla montagna del sapone; novella madonna, gli uomini le muoiono dietro ma lei non le vede o li ignora perché presa da più alti scopi: madri malate da accudire, carriera scolastica da portare avanti, fratelli minori orfani da gestire.
Incontrerà qualcuno che le aprirà gli occhi e le dirà di riprendersi la sua vita, e potrebbe così cambiare status finendo al punto 1 o al punto 4.
-         Brutta. Un sifone rotto. Un rutto vestito. Normalmente la secchiona della scuola o la donna dimessa in ufficio, vanta un corredo di brufoli, occhialoni spessi e vestiti demodè che nascondono un animo sorprendentemente tenero e nobile. Se incapperà nell’amica giusta, cambierà look rivelandosi discretamente figa e veleggiando verso il punto 1 , il 4 o il 5.
In entrambi i casi non ha pregiudizi sessuali, è solo inesperta, quindi via libera.

4)Capello molto corto.


Ci sono grosse possibilità che quella che abbiamo davanti sia una giovane lesbica; se indossa camicie a quadri e canottierazze, è vistosamente tatuata e piercingata e cammina come se avesse un violento attacco di emorroidi probabilmente è un personaggio omosessuale (Si sa, il clichè ha sempre la meglio).
Altrimenti, si tratta senza dubbio di una ragazza volitiva, indipendente, emancipata ed energica, mai omologata e che va dritta per la sua strada senza lasciarsi condizionare dal contesto che la circonda.  Ha scarsa fiducia nel genere maschile (che è un po’ intimorito dalla sua presenza di spirito) e comunque non ha bisogno di un uomo accanto quindi va con chi gli pare senza pretendere legami. Se incontrerà quello che le farà cambiare idea non cambierà taglio di capelli, ma se vedremo un flash forward di quando avranno una famiglia avrà i capelli lunghi o di media lunghezza.

5)Caschetto anni ’30 o capello medio corto, spesso mosso


La ragazza naive. Tenera, fantasiosa, sognatrice e timida, solitamente questo taglio si accoppia ad un abbigliamento vintage, particolarmente colorato, molto allegro ed originale. Spesso sola con un carico notevole di sofferenze o delusioni amorose la tipa in questione affronta la vita col sorriso e crede nel vero amore. Se incontrerà quello giusto, resterà esattamente com’è perché è del suo essere speciale che lui si è innamorato.

6)Assurdi


Sesta ed ultima categoria, la tipa col capello assurdo. Tinto di colori improbabili, spesso cangianti o acconciato in pettinature elaborate o ridicole caratterizza una personalità folle ed imprevedibile, sconclusionata, tendente agli sbalzi d’umore e comunque inaffidabile. Una donna di categoria 6, difficilmente cambia. Può al massimo scivolare nella 5. In quanto folle è sessualmente disponibile e curiosa di sperimentare varianti assurde.

 Ora che l’elenco è finito, riflettete sui film o i fumetti da voi visionati e ditemi se questi profili non corrispondono alla perfezione nella maggior parte dei casi.
Badate bene, di eccezioni ce ne sono; in particolare i film/fumetti/telefilm con soggetti storici nei quali le pettinature sono condizionate dalla moda e i fumetti seriali nei quali si avvicendano così tanti disegnatori che ogni restyling cambia tagli, colori e lunghezze.  Altrimenti garantisco, la regola del capello non sbaglia mai!

VG

venerdì 6 gennaio 2012

BUON 2012!!!


Auguri gente! 
Per festeggiare (in ritardo) l'inizio di questo nuovo anno, un'istantanea del cenone delle fanciulle misto Dc - Marvel in versione da sera viste e rivestite da me! 
Causa impegni personali stanno sfuggendo al mio controllo, ma molto presto tornerò, e mi rifarò! Mwuauauauahahah! (leggere con voce cavernosa ed eco).

VG

domenica 18 dicembre 2011

In their shoes - scalzi alla meta

Dopo una pausa considerevole e indesiderata eccoci di nuovo qui a parlare delle tragiche scelte in fatto di abbigliamento dei vigilantes mascherati.
La questione che vorrei sottoporre oggi alla vostra attenzione è la seguente: le scarpe. Voi direte: “non è una questione”. E invece no, vi sbagliate, perché diventa tale non appena l’argomento ‘calzature’ viene accostato ai nostri estrosi beniamini.
Non so se qualcuno di voi si sia mai soffermato un attimo a riflettere su cosa portano ai piedi quelli che in teoria dovrebbero salvarci da orribili minacce; ve lo dico io: per lo più vestono fieri delle sottospecie di stivali enormemente più simili a calzini suolati.


La mia domanda, come spesso succede è ‘perché’?
Proviamo ad analizzare le possibilità.
SONO UTILI PER MUOVERSI AGILMENTE.
No, ovviamente. Accettando l’ipotesi che siano di cuoio con una specie di suola (a volte c’è un po’ di tacco che lo testimonia) possiamo serenamente dire che sono la cosa meno adatta per correre, arrampicarsi, zompettare e picchiare. La suola non garantisce assolutamente nessun tipo di aderenza su nessun tipo di terreno, conducendo il più delle volte a pirotecnici scivoloni con anesse e connesse simpatiche culate. Per non parlare della situazione in caso di pioggia! Avete studiato tutti a scuola guida il fenomeno dell’aquaplaning? Allora saprete sicuramente di cosa parlo.
E dai tempi dei 3 moschettieri che lo stivale di pelle non va più come passepartout (e ovviamente come ‘scarpa d’azione’) fatta eccezione per i protagonisti di fantasy, che tanto nel fantasy si sa tutto può succedere, le suole in pelle possono avere buona aderenza e "i passerotti possono scureggiare fuoco" (cit.).
Se invece sono veramente calzini con la suola vi faccio i miei complimenti vivissimi per la scelta, e vi consiglio di andare a discutere di stile con Lucy a Twin Peaks, di sicuro apprezzerete i suoi fantastici maglioni. Non mi soffermerò neanche ad analizzare la scomodità che porta con sé il fatto di correre semiscalzi nell’acqua, nel fango, sull’asfalto di una città depravata, incappando in continuazione in oggetti contundenti e ritrovandosi (alla meglio) con due straccetti appiccicosi ai piedi.


Se veramente il vostro primo pensiero fosse quello di essere comodi e agili optereste per delle scarpe più tecniche, scarpe da trekking, da ginnastica o anfibi, adatti a muoversi senza rischiare di sperimentare in aria le figure del pattinaggio artistico.


L’altra opzione potrebbe essere,
SONO BELLI.
No, non lo sono. E se pensate che lo siano sbagliate. E basta. Non c’è altro da dire. Se volete indossare scarpe belle allora sfanculate la comodità e scegliete delle scarpe vere (soprattutto voi, squaqquere mascherate).


L’ultima cosa che mi viene in mente è
SONO COMODI.
E questo potrebbe anche essere vero. Ma non giustificherebbe comunque la scelta! Anche le crocs, anche le scarpe delle suore, anche i sandali birkenstock sono comodi! Non siete mica delle massaie che devono andare a fare la spesa, siete eroi! Avete un immagine da salvaguardare (o da migliorare piuttosto). 


La gente spende i soldi per comprarsi i vostri gadget, volete davvero essere ricordati come dei palestrati in pantofole solo in nome della comodità??!Volete davvero che i bambini sotto l'albero a natale trovino un'action figure con le scarpe correttive? 
Che poi, tutta questa comodità supposta, mi lascia molto perplessa. 
Se stiamo parlando degli stivali tipo Jack Sparrow, vi dico per esperienza che prima di poterli chiamare 'comodi' bisogna attraversare una teoria di vesciche e piaghe, nonchè infiammazioni tendinee degne di nota in caso di corsa improvvisa. Se invece stiamo sostenendo il confort del calzino foderato di gomma beh, potrei appoggiarvi solo se compieste le vostre avventure in una casa col parquet appena messo; in tutto il resto dell'universo creato i suddetti pedalini sono solo garanzia di lesioni e lividi, per non parlare del fatto che per correre velocemente su qualsiasi superficie bitorzoluta dovreste avere le doti di un fachiro. 
Rimane quindi la domanda in apertura del post, sbarbatelli in costume, PERCHE'??
Addio deludenti scolari, e che lo stile sia con voi!

VG

lunedì 21 novembre 2011

Il pelo nell’uovo – ovvero il ritorno del pilu in vetrina



Supereroi foderati di pelliccia, basta emarginazione! Basta discriminazione causa parassiti annidati tra i tarzanelli! Che sia vostro o che lo sfoggiate con portamento fiero quest’anno il pelo è tornato di moda!
Benvenuti gilet, stivali, colli, giacche e mutande foderate di sintetica pelliccia.
L’apprezzabilità estetica di questi capi è quantomeno opinabile ma, belli o brutti che siano, troneggiano fieri nelle vetrine di tutti negozi più in, implacabile richiamo a travestirsi da Shitzu.


Indi per cui, pelosi amici, i vostri terribili capi in moquette animale sono diventati sorprendentemente di tendenza!


Chi l’avrebbe mai detto, le vesti che prima identificavano senza ombra di dubbio un cavernicolo ora sono la bandiera di modelle e fashion victim, trascinando anche voi in questo vortice di riabilitazione estetica; quindi che vi sentiate zampognari, pastori , pecore (da non lasciare in compagnia dei suddetti) o leopardi, armatevi di antiparassitari e deodoranti e tirate fuori la bestia che è in voi.


A mio parere però, l’unica che ha davvero capito tutto è la Gatta nera, che il pelame l’ha schiaffato solo a contornare e sottolineare le bocce (che poverine ne sentivano proprio il bisogno) e ha sparso dei ciuffetti qua e là ma in realtà si è foderata di latex;
tanto per confermare che l’unico pelo che davvero funziona è quello di cui si parla a proposito del carro di buoi.